La Festa di Agosto al Forte Leone - Forte Leone di Cima Campo, Forte di Cima Lan

Vai ai contenuti

Menu principale:

La Festa di Agosto al Forte Leone

Forti di Cima Campo e Cima Lan

Racconta Dario Dall'Agnol:

«Nel 1977 ero presidente della Pro Loco di Arsiè.
Un giorno mi fu girata dal Comune una lettera dell’Ente Provinciale Turismo che chiedeva informazioni sul Forte di Cima Campo per rispondere ad analoga richiesta di un gruppo di ex ufficiali ferraresi in vacanza a Castello Tesino. E siccome nessuno ne sapeva niente, né in Provincia né in Comune di Arsiè, il vigile comunale Renato Arboit la passò a me.
Irritato per l’ignoranza, anche degli Enti Pubblici, sulla Storia del nostro Comune, risposi con una lunga lettera riassumendo le vicende del Forte dalla sua costruzione fino ai fatti del 1917.
Circa un mese dopo mi giunse una telefonata da Castello Tesino con cui il gruppo di ferraresi mi invitava ad un incontro per una chiacchierata.
Ci andai con il prof. Valter Turrin, allora vicepresidente della Pro Loco, e in un locale di Castello Tesino ci incontrammo con i Sigg. Radamès Zagatti e Gianni Semeghini (purtroppo oggi scomparsi), e Franco Franciosi, dai quali mi presi una solenne lavata di capo prima ancora che riuscissi a tirare il fiato: senza tanti preamboli mi dissero che ad Arsiè dovevamo vergognarci tutti quanti a lasciar andare in rovina una struttura del genere, tanto importante e così interessante da tanti punti di vista.
Provai a difendermi dicendo che la Pro Loco non aveva un soldo in tasca, che il Comune, pur proprietario del forte, non se ne curava minimamente, e che io non sapevo proprio cosa fare.
"Ebbene" - conclusero allora i Ferraresi - "Noi siamo tutti ex ufficiali dell’esercito, veniamo tutti gli anni in ferie a Castello Tesino, questo Forte ormai lo abbiamo a cuore, se non siete neppure capaci di innalzare un pennone per un alzabandiera e una Santa Messa una volta all’anno, ve lo mandiamo su noi da Ferrara!"
"Beh, se mi mandate il pennone, io mi impegno a metterlo in opera" - risposi.
Durante il ritorno, Valter mi disse: "Ti sei difeso come un leone, ma sei stato messo con le spalle al muro!"
"Beh" - risposi - "Può anche darsi che, fra tutti, qualcosa si riesca a fare!"
Passarono i giorni, e io mi dimenticai di tutta la faccenda.
Ma verso il mese di aprile dell’anno dopo mi arrivò una telefonata dalla Adriana dell’Albergo "Valsugana" di Primolano: "Ciò, varda che un camion gà scaricà qua da mi tre tubi de fèro: l’autista me gà dito che i xé tui, vien  tórteli!"
Capisco al volo: i Ferraresi hanno mantenuto la parola! Vado a vedere: si tratta proprio di un pennone smontato in tre elementi da rimontare e saldare sul posto.
Imbastisco l’operazione. Angelo De Nale "Moretto", grossista di legnami di Mellame, ex artigliere da montagna, che ha il camion con la gru, mi trasferisce il pennone smontato fin sul piazzale del Forte; Gianni Gasperin, fabbro in Arsiè, viene su con il trattore e il gruppo elettrogeno, lo rimonta, ci applica le carrucole per il filo e gli dà la vernice; Ersilio Battistel detto "Ciali", che con il suo escavatore stava lavorando alla posa della condotta d’acqua dalle cisterne del Forte alla Malga Comunale poco distante, lo imbraca al braccio dell’escavatore, lo porta fino alla sommità del Forte e lo infila in uno dei fori di aereazione della galleria sottostante. Rinzaffiamo la base con il cemento, e il gioco è fatto.
Ma intanto siamo a luglio, cominciano ad arrivare i turisti, arriva anche il gruppo di Ferrara, dobbiamo pensare alla bandiera e ad almeno una piccola cerimonia di inaugurazione.
Il Sig. Franciosi prende un tavolino e si mette a raccogliere offerte tra i turisti occasionali, racimolando così i soldi per la bandiera.
Ormai non c’è più tempo per organizzare dei festeggiamenti in grande, però qualcosa bisogna pur fare. Chiedo aiuto al Capogruppo del Gruppo Alpini di Mellame, il futuro sindaco Mario De Nale (ormai scomparso), e al capogruppo del Gruppo Alpini di Rivai, Pierpaolo Maddalon, che si prestano entusiasti.
E tutti gratuitamente, e a tutti loro va ancora il più sentito ringraziamento non solo mio, ma da parte di tutti coloro che apprezzano ed ammirano questa fortificazione e la sua storia.

E così, la seconda domenica di agosto 1978 il Sig. Franciosi fa venire il Parroco di Castello Tesino Don Zampieri e procediamo alla benedizione e al primo alzabandiera, festeggiando alla buona con un cesto di panini e una damigiana di vino, portati da Pierpaolo Maddalon.
È doveroso a questo punto riportare i nomi di quanti hanno dato la loro offerta per il pennone e la bandiera: Bellussi Anna, Bernardi, Billi, Bonetti Giancarlo, Buzzoni-Sivieri, Camerini Enrico, Campana Adriano, Campi Pietro, Cavazzini Bruno, Cavicchi-Loriones, Celada Agostino, Celada Paola, Chersoni Rosa, Chiccoli, Fabbri Delvino, Fergnani Aristodemo, Franciosi Franco, Gallerani Giuseppe, Zagatti Radamès, Semeghini Gianni, ai quali va ancor oggi il nostro più vivo ringraziamento.

Ma in prospettiva bisognava anche far crescere la manifestazione, per cercar di attirare l’attenzione su questo Forte in modo da poterlo far rientrare in qualche programma di recupero da parte di qualche Ente Pubblico. Per cui per l’anno dopo 1979 preparammo un salto di qualità per "ufficializzare" la festa. Andai a Feltre alla Caserma Zannettelli dove avevo prestato servizio come sottotenente alla 42ª Btr. del Gruppo Agordo e chiesi al mio ex Comandante Cap. (ora Generale in pensione) Franco Chiesa se poteva farmi mandare una cucina rotabile dalla caserma, e magari anche un picchetto di Alpini. Il Cap. Chiesa interpose i suoi buoni uffici presso il Sig. Comandante della Caserma, e così concordammo i dettagli dell’operazione.
I giorni precedenti il Gruppo di Ferrara si incaricò della posa dei segnali stradali di colore giallo con la scritta in nero: "FORTE LEONE DI CIMA CAMPO", e gli Alpini a loro volta coinvolsero anche la Sezione A.N.A. di Feltre. Alla base del pennone applicammo un altro po’ di cemento annegandovi delle pietruzze bianche per formare la data: "12-8-79". E quel giorno potemmo avere la presenza dei Parroci di Castello Tesino Don Dario Zampieri e di Mellame Don Ireneo; dei Sindaci di Castello Tesino, Gaspare Sordo, e di Arsiè, Antonio Padovan; di alcuni Ufficiali della Caserma Zannettelli di Feltre; del Comandante della Compagnia Carabinieri di Feltre M.llo Criveller, del Comandante dei Vigili di Castello Tesino M.llo Sordo, ma soprattutto anche di alcuni superstiti della battaglia, tra i quali il Serg. Bortolo Lupezia di Colmirano e Cesco Oreste di Bigolino, che insieme effettuarono il primo alzabandiera ufficiale con la scorta del picchetto degli Alpini del Btg. Feltre.
Dopo la S. Messa al campo concelebrata dai due sacerdoti, il Capogruppo A.N.A. di Mellame Mario De Nale fece rivivere agli astanti, con il suo racconto, l’emozione dell’ultima battaglia dei nostri Alpini dei giorni 11 e 12 novembre 1917.
La notizia venne pubblicata sui Giornali "Alto Adige" del 26 agosto 1979 e su "Il resto del Carlino" di Ferrara del 15.9.1979.

In seguito, i Gruppi alpini di Mellame-Rivai e Lamon costruirono, su progetto del Geom. Davide Turra, un piccola chiesetta entro la cinta murata del Forte, inaugurata il 12.8.1984 (poi demolita per lasciare il posto agli interventi di ristrutturazione tuttora in corso), dove gli anni successivi venne celebrata la S. Messa in suffragio dei Caduti dei fatti d’arme del novembre 1917.
Da allora, questa ricorrenza si è andata via via ampliando e consolidando, ha visto la presenza costante dei superstiti della battaglia e dei loro famigliari (in particolare della famiglia di Cesco Oreste, sempre presente), ha attirato sempre più gente, è diventata insomma un importante e frequentato appuntamento tradizionale.»

 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu