Castello del Covolo - Forte Leone di Cima Campo, Forte di Cima Lan

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Castello del Covolo

Altre fortificazioni

Il Covolo (= caverna, grotta, dal tardo latino "cubalum") poi detto "di Butistone" (probabilmente "ferita nella roccia", di derivazione tedesca, e quindi più tarda rispetto alla derivazione latina) è ricavato da una nicchia naturale nella parete rocciosa circa a metà strada tra Cismon e Primolano.
Forse fu un posto di osservazione già al tempo dei Romani, con lo scopo di controllare i movimenti dei Cimbri superstiti che dopo la strage subita per mano dell’esercito romano presso Vercelli nel 101 a.C. si erano ritirati lungo le valli alpine dove  i Romani si astennero dall’inseguirli per paura di imboscate. Infatti risulta che i Romani allestirono dei luoghi fortificati allo sbocco delle valli proprio per il loro controllo, e tra questi uno anche lungo il Medoacus Maior, nome latino del Brenta, che usualmente viene identificato con il Covolo.
Successivamente il Canale del Brenta rimase pressoché intransitabile fin quasi al 1.000, ed abbiamo la prima notizia storica di un passaggio di armati nel 1004, quando il Covolo fu espugnato dalle truppe dell’Imperatore Enrico II sceso in Italia per sedare la ribellione dei feudatari italiani guidati da Arduino d’Ivrea.
Questo però sta ad indicare che il Covolo era anche precedentemente un luogo fortificato per il controllo della strada, e non sembra azzardato che lo fosse fin dal tempo dei Longobardi, che attuavano un controllo del territorio "a zona", e che allo scopo si erano impadroniti di tutti i luoghi fortificati o fortificabili che c’erano.
Serviva sì per controllare a strada, ed era imprendibile perché in alto nella roccia, ma era anche incapace di impedire il transito degli eserciti perché la struttura di fondovalle non è mai stata messa nelle condizioni di bloccarne effettivamente il passaggio.
Poi, in occasione della Guerra Cambraica del 1510-1511, il Covolo passò dalla Repubblica Veneta nelle mani all’Impero Asburgico, e restò per tre secoli una "enclave" imperiale all’interno del territorio veneto finalizzata essenzialmente all’imposizione di dazi che venivano riscossi dai dazieri imperiali
La storia del Covolo si concluse con il passaggio per la Valsugana di Napoleone nella Prima Campagna d’Italia (battaglia di Primolano del 7.9.1796); poi, l’anno dopo, Napoleone ne fece interamente demolire i muraglioni di sbarramento e le costruzioni a lato della strada.
Il luogo fu poi sventrato e stravolto dalla costruzione della superstrada, sì che si è salvata soltanto la parte in alto: che, recentemente recuperata, è attualmente accessibile al pubblico per visite guidate.



Il Covolo visto dal lato di Cismon del Grappa



Il Castello del Covolo in una stampa del 1774

 
 
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